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LA BUFALA E LA SUA STORIA

Una galleria fotografica e documentaria racconta il viaggio della bufala mediterranea: dal suo arrivo nella Piana del Sele ai tempi moderni, tra mito e ruralità.

Com’era e com’è oggi. Dal gesto antico nei recinti aperti alla moderna mungitura in sala, tra voce umana, tecnologia e rispetto dell’animale.

Materia prima preziosa, memoria liquida di una civiltà. Scopri come veniva raccolto, filtrato e conservato nelle diverse epoche.

Un percorso tra gli strumenti antichi della trasformazione casearia: caldaie, mastelli, fuscelle, filatrici. Il sapere contadino prende forma.

Tecniche artigianali per conservare e dare sapore. Un ambiente ricostruito con appesi, fascine e profumi intensi.

Il bufalaro, il buttero, il vullaro: mestieri scomparsi ma ancora vivi nella voce di chi li ha conosciuti. Con oggetti, suoni e testimonianze autentiche.

Mais, erba medica, trifoglio, barbabietole… Le piante e i metodi di conservazione dell’alimentazione bufalina nel tempo.

Un piccolo rito quotidiano: marchiare le forme, dare loro identità e tracciabilità. Una sezione tra simboli, utensili e storie familiari.

Nulla veniva sprecato. La bufala offriva anche materia per l’artigianato e la vita quotidiana. Usi antichi e reinterpretazioni moderne.

Uno spazio immersivo tra piante e foraggi reali. I visitatori toccano con mano ciò che nutre le bufale oggi e ieri.

Lettiere, automazione, benessere animale: uno sguardo nella stalla contemporanea, con tecnologie che dialogano con la tradizione.

Dove il latte diventa mozzarella biologica. Dalla caldaia all’intreccio, un processo osservabile dal vivo in tutta la sua autenticità.